BLACKMORE's NIGHT - Usa Tour 2004
Ruby,
Port Jepperson LI
11
May 2004 - By Pete Abiuso

Il tour americano inizia con una tappa a sorpresa, un concerto prova solo per gli amici più intimi. Il concerto doveva servire per rodare la band con la nuova violinista e per pubblicizzare il Ruby, un pub/ristorante a Port Jepperson nel Long Island. Il Ruby è diventato il locale preferito di Ritchie, visto che il famoso Normandie Inn ha chiuso, considerato quasi un luogo "sacro" da TMIB e trasformato da qualche mese in un supermercato. Il concerto è completamente acustico, non poteva essere altrimenti viste le dimensioni ridotte del locale. Show bellissimo e di grande fascino. The Man in Black si presenta in forma smagliante, con una prestazione molto intensa, concentratissimo in ogni pezzo. Una di quelle serate di vena in cui oltre a suonare meravigliosamente riesce a coinvolgere alla grande il pubblico, uno dei più grandi showman della storia del Rock. Numerose battute con Candy negli intermezzi tra un pezzo e l'altro. Ottima prestazione della cantante, sempre più padrona dello stage, spumeggiante per tutto lo show. La nuova violinista, una signora di 50/55 anni (??!!??!!) è molto brava, anche se non ai livelli di Chris Devine, abbastanza impacciata sullo stage. Setlist simile a quella del tour europeo, esclusi i pezzi alla Fender, con Diamond and Rust in chiusura e Catherine Howard's.
Scaletta
in nessun ordine particolare:
Cartouche
Play Minstrel Play
Minstrel Hall
Soldier Of Fortune
Past Times With Good Company
Mr. Peagram's Morris And Sword
Under A Violet Moon
Catherine Howard's Fate
Hanging Tree
Home Again
Wind and the Willows
Diamonds and Rust
Dopo lo show Ritchie e Candy sono rimasti per molto tempo con gli amici
e gli altri ospiti della serata nel giardino del locale trasformato in backstage.
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BLACKMORE's
NIGHT - Lakewood, New Jersey
Strand
Theater,
13 May 2004 - By Brian
Stephen > Translated By Elisa Bonora

Pic: By Brian
Stephen
Ebbene, Ritchie Blackmore l’ha fatto ancora. Ogni volta che credo
di aver visto il meglio di lui, lui riesce a superarsi. Il concerto di giovedì
13 maggio a Lakewood, NJ ne è la prova. E’ stato il concerto
dei BN che aspettavo fin dalla loro formazione. Ormai ne ho visti un certo
numero, e mentre negli altri spiccava una cosa o un’altra, questo
concerto ha riunito il meglio di tutti gli altri shows, e l’emozione
è stata più grande di tutti gli altri messi insieme.
A dire il vero, l’inizio ha fatto pensare a uno di quei concerti in
cui Ritchie sembra di cattivo umore e farà un concerto nella media,
il che in ogni caso è sempre eccellente.
Sembrava che ci fossero dei problemi che infastidivano Ritchie fin dall’inizio
del concerto, che si è aperto con “Cartouche”. Non era
concentrato sulla canzone, e continuava a scomparire dietro al pa system
per cercare di risolvere il problema. Per quel che posso dire io, il suono
che giungeva al pubblico era perfetto, quindi immagino che potesse trattarsi
delle sue spie. Praticamente, “Cartouche” e “Play Minstrel
Play” sono stati semplicemente dei pezzi di prova mentre lo staff
lavorava al problema. Potrebbe anche essersi trattato del missaggio di Candice,
perché quando la band suonava alcuni dei pezzi più aggressivi
il volume della sua voce usciva piuttosto basso.
Poi, quando Ritchie ha incominciato ad improvvisare per iniziare “Minstrel
Hall”, ogni problema che prima lo infastidiva è scomparso nel
nulla.
Come tutti sappiamo, piccoli contrattempi come questo possono veramente
compromettere tutto, e questo era il mio più grande timore man mano
che si andava avanti. Ma “Minstrel Hall” ha segnato la svolta
verso uno dei concerti più incredibili a cui io abbia mai assistito.
Man mano che lo show andava avanti, Ritchie si esponeva e si esprimeva sempre
di più con i suoi soli e fraseggi. Candice era spumeggiante, estroversa
e piacevole come sempre, punzecchiando Ritchie per tutto lo show e invitando
il pubblico a fare richieste, che ovviamente cadevano nel nulla perché
Ritchie comunque aveva già deciso cosa suonare. Ma non importa, è
sempre divertente gridare i propri pezzi preferiti. Qualcuno ha chiesto
“Temple of The King” e “Greensleeves”, e “Run
With The Wolf” ha suscitato qualche risata così come la mia
richiesta di suonare tutto a volume più alto di qualsiasi altra cosa.
Ma il pezzo scelto da Ritchie è stato “Gates Of Babylon”,
che ha preso come scherzo ricorrente per tutto il resto della serata, raccomandando
a Candice di presentare ogni canzone come una nuova, aggiornata versione
di “Gates of Babylon”. Poi, dopo molte nuove versioni di “Gates
of Babylon”, alla fine Candice ci ha dato un taglio dicendo che era
stato divertente per le prime cento volte.
La scaletta non presentava novità, e hanno suonato tutti i soliti
pezzi, oltre a Wind In The Willows.
C’è una nuova violinista nella band. Sfortunatamente non è
stata presentata come meritava, ma sembrava davvero a proprio agio e coglieva
lo spirito del divertimento della band molto più di Lord Marnen.
A me lui sembrava prigioniero del palco, mentre questa nuova ragazza si
divertiva veramente. La sua bravura non è assolutamente inferiore
a quella di Marnen e nemmeno di Chris Devine. Conosceva molto bene i pezzi
e accompagnava Ritchie perfettamente.
Cominciavo a chiedermi quando avremmo visto comparire la Fender Custom Shop
Strat bianca. Poi, verso la fine dello show, per la grande gioia di tutti,
Ritchie l’ha finalmente impugnata ed è partito alla grande
con “16th Century Greensleeves”. A me sembrava che prima avesse
tenuto a freno tutta la sua energia. Anche se tutti i suoi soli erano ai
massimi livelli blackmoriani, con la chitarra acustica che conferiva alle
intro e ai fraseggi un tocco classico/spagnoleggiante che mi piace molto,
quando ha preso in mano la Strat si è scatenato il pandemonio, e
lui era come posseduto. Era come se per tutto lo show avesse aspettato di
scatenarsi. E sì è scatenato davvero. Ho visto TMIB diverse
volte in ogni tour dal 1976, ma non l’avevo mai visto suonare la Strat
come ha fatto a Lakewood. Avevo più brividi io lungo la schiena di
un eschimese nudo a mezzanotte in Alaska! Dai suoi lunghi soli in “16th
Century Greensleeves”, a soli ancora più lunghi in “All
For One”, “Difficult To Cure” e “Self Portrait”,
sembrava che non volesse fermarsi e che avrebbe suonato per sempre. Mi sentivo
nel paradiso della Stratocaster. E durante “Writing On The Wall”,
che ci ha mandato in fibrillazione ed ha esaltato i nostri sensi con una
straordinaria intro acustica, siamo giunti all’apoteosi e andavamo
in estasi ad un solo cenno della sua mano.
Ho portato con me al concerto mio nipote di 17 anni, perché mia moglie
non poteva venire. A lui piace la nuova generazione di rockers come i POD
e i Godsmack, ma suona in un gruppo della scuola e apprezza anche la buona
musica oltre alle suddette band. Ho provato a dargli un’idea di cosa
aspettarsi, ma inutilmente. Dopo lo show, gli ho chiesto cosa ne pensava
e ha detto: ”Non mi aspettavo una cosa del genere, è stato
meraviglioso”. Devo dire che, mentre Ritchie faceva il solo di “Writing
On The Wall” e io ero di fianco a mio nipote che aveva appena visto
i POD, sapendo che non aveva mai visto suonare la chitarra in quel modo,
ero più che mai orgoglioso di dichiararmi grande fan dei Blackmore’s
Night. Mio nipote ha anche detto che “quella ragazza ha una voce incredibile”,
il che ovviamente è più che mai evidente in “Diamonds
and Rust”.
E’ stato fantastico anche vedere tanti visi familiari che vengono
da ogni parte del mondo e si ritrovano insieme per assistere ad un evento
straordinario come questo. Un’ulteriore soddisfazione è stata
riuscire a presentare a mio nipote persone da ogni parte del mondo che avevo
conosciuto nella mia carriera di fan blackmoriano, e mentre ci dirigevamo
verso l’entrata del backstage mi ha fatto veramente piacere essere
riconosciuto e salutato da Carole.
Ancora una volta, come per la maggior parte degli show di Blackmore, è
stata una serata che non dimenticherò mai.
Scaletta in nessun ordine particolare:
Cartouche
Minstrel Hall
Play Minstrel Play
Durch Den Wald Bachaus
Mr Peagrams Morris and Sword
Under A Violet Moon
Fires At Midnight
I Still Remember
Diamonds and Rust
Self Portrait
Difficult To Cure
Writing On The Wall
Past Times With Good Company
All For One
Clock Ticks On (with bagpiper and Ritchies intro on the Hurdy Gurdy)
Rennaisance Faire
Ghost Of A Rose
16 Century Greensleevs
Soldier of Fortune
Wind In The Willows
Rainbow Blues
Home Again (with Hall Of The Mountain King after deciding there were no
New Jersey songs to play. Thank God they didn’t play homage to Springsteen
or Bon Jovi)
Morning Star
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BLACKMORE's
NIGHT - Pittsburgh, Pa
Strand
Theater,
14 May 2004

Scaletta
in nessun ordine particolare:
Cartouche
Play Minstrel Play
Minstrel Hall
Soldier of Fortune
Bach's Haus
Wind In The Willows
16th Century Greensleeves
Diamonds and Rust
Under A Violet Moon
Fires At Midnight
Renaissance Fair
Clock Ticks On
Mond Tanz
Child In Time
Home Again
Star Spangled Banner
All For One
Writing On The Wall
Burn
Village on the Sand